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Il "Centro Studi" e' stato creato in primo luogo per conservare, ordinare e rendere fruibili le convinzioni che, a ragion veduta, si maturano nel corso degli anni in tale ambito.
Tra l'abbondante materiale, pubblichiamo le "tesine", elaborate dai piloti qualificatisi istruttori acrobatici nel 2005; si prestano a dare completezza alla nostra esposizione, inoltre, presentarne gli autoriconsente di proiettarci con ottimismo nel futuro del CNAAA e dell'acrobazia in Italia che ora puo' avvalersi di nuovi e bravi istruttori capaci di dare anche validi contributi di carattere scientifico.
di
Emanuele Esposito
di
Claudio Brasaola e Gianfanco Lagi
SF 942 L
l'SF 942 AL e' un motoaliante studiato sin dall'inizio per poter essere pilotato sia in modo tradizionale(con barra e pedaliera), che a "completa manualita'" e cioe' senza l'uso degli arti inferiori.Tale iniziativa, di cui e' stato promotore Pietro Filippini, e' di grande interesse per i portatori di paraplegia tanto piu' se si considera che l'SF 942 AL nasce per adattarsi ad un gran numero di ruoli oltre che per costituire un'assoluta novita' nel settore del volo a vela acrobatico a livello mondiale.
La grande versatilita' ed originalita' di questa macchina sono il risultato della attenta e laboriosa progettazione del noto ingegnere aeronautico Orlando Jannotta che ci si e' dedicato per pura passione.MANUALI ON LINE
A disposizione il download dei manuali dell'aereoaliante SF942 AL
RESTAURO IN CORSO DEL LIBRATORE ZEFIRO
presente presso l'aviosuperficie Alfina un esemplare del libratore progettato dall'ing. Iannotta Zefiro
Lo Zefiro è una originale rivisitazione dello Zoegling degli anni 20.
E' in corso il restauro del mezzo, potete visitare la pagina cliccando qui
NUOVO DISPOSITIVO PER IL TRAINO ALIANTI
Il traino aereo tramite velivoli a motore e', ormai, il piu' diffuso sistema usato per l'involo degli alianti.Normalmente, dopo lo sgancio effettuato dall'aliante, una volta raggiunta la quota voluta(300-1200 metri), il velivolo trainatore effettua la discesa tenendo agganciato il cavo(lungo 30-60 metri) e quindi atterra o con il cavo oppure dopo averlo sganciato
L'atterragio col cavo agganciato comporta il passaggio in testata pista a una quota di siurezza superiore di alcune decine di metri per evitare danni col cavo, allungando, così, l'atterraggio, inoltre, se la pista e' asfaltata, si provoca l'usura del cavo, mentre se la pista e' erbosa e' quest'ultima a rovinarsi.Se si sgancia il cavo prima di atterrare si allungano invece i tempi di traino con aumento dei costi, e spesso si verificano perdite di tempo per il recupero del cavo.In ogni caso, dopo lo sgancio dell'aliante, il velivolo trainatore, col cavo agganciato, non puo' fare altro che andare all'atterraggio con qualche attenzione in piu' dato il rischio di fare danni anche in volo.
Nessuna sorpresa, dunque, che siano stati studiati sistemi di retrazione del cavo in volo; quelli attuati fino ad ora implicano, però, l'installazione di meccanismi di una certa complessita' ed anche costosi che prevedono, come elemento caratteristico, una ghigliottina per recidere il cavo in caso si renda necessario liberarsene prontamente.
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