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AI LIMITI DELL'ACROBAZIA
i rolling turns
una sfida alla meccanica del volo
I tonneau possono essere effettuati in tanti modi diversi, qui precisiamo, dando luogo a figure catalogate nella famiglia 9, se le traiettorie sono rettilinee e, nella famiglia 2, se curvilinee.Con alianti acrobatici “non illimitati” come il TWIN III o l’ASK 21 sono possibili solo quelli in orizzontale della famiglia 9 (una decina in tutto perchè la lentezza del rollio impedisce l’esecuzione di quelli in salita e rende pericolosi quelli in discesa) e, invece, praticamente tutti (ben una cinquantina!) quelli della famiglia 2: i “rolling turns” che, per regolamento, devono essere effettuati solo in orizzontale.
A questi ultimi, che appaiono una vera sfida alla meccanica del volo, accenneremo ora.Per farci un’idea delle difficoltà che deve superare il pilota per eseguirli basti pensare che, in una intera rotazione di 360 gradi attorno all’asse di rollio, solo per due istanti l’aliante ha la giusta inclinazione per la virata che deve compiere! Ad esempio, nel tonneau interno in virata di 90 gradi dal dritto (il più facile!), in tutta l’evoluzione, avremo, nel primo quarto, per un attimo, la giusta inclinazione per la virata normale e, nel terzo, sempre solo per un attimo, quella per la virata rovescia. Al di fuori di quelle situazioni bisognerà in qualche modo continuare comunque ad ottenere sempre la stessa “risultante aerodinamica” (condizione necessaria per effettuare tutta la virata a raggio costante).
LA VITE
Numero di Catalogo = 1.6.3 + 9.11.1.4; K = 15
La vite rappresenta il tipico modo di cadere degli aeroplani e agli albori dell'aviazione ha mietuto molte vittime prima che se ne scoprisse la tecnica per arrestarla: piede opposto e barra avanti.I moderni alianti scuola, per lo più, non vanno in vite o, se lo fanno, ne escono spontaneamente quasi subito (naturalmente se il centraggio è corretto).Con gli alianti acrobatici illimitati invece è possibile entrarci e, poi, al momento voluto, uscirci con precisione nel rispetto di criteri esecutivi codificati e questo la rende a tutti gli effetti una vera e propria figura acrobatica.Può, come tale, essere eseguita sia dal dritto che dal rovescio ed è necessario che l'uscita venga completata dopo avere marcato la verticale avendo fatto esattamente la rotazione prevista dal programma (da I a 2 giri, compresi eventuali quarti intermedi).È categorico effettuarla con ampi margini di quota e studiarla nel modo debito prima di potersi cimentare nel pilotaggio degli alianti acrobatici illimitati che per loro natura ne consentono l'esecuzione "a piacere" ma non fanno sconti in caso di errori.La perdita di quota con un giro di vite si aggira attorno ai 200 metri!L'addestramento dovrebbe riguardare sia le viti intenzionali secondo i criteri di gara sia quelle accidentali e in particolare le più "dinamiche" al confine con i "frullini".Non inutile rilevare l'importanza che ha, in questa fase, acquisire la capacità di azionare i comandi in modo non stereotipato ai fini dei risultati sportivi e soprattutto della sicurezza.Per chi volesse approfondire l'argomento rimandiamo alla interessantissima pubblicazione di Pietro Longaretti "LA VITE CON L'ALIANTE"
i frullini
Numero di Catalogo = 1.1.1 + 9.9.3.4; K = 18
A vederli sembrano rapidi tonneau ma non sono assolutamente da scambiare per una "variazione sul tema".
Frullino positivo in volo orizzontale: in tal caso l'asse della traiettoria elicoidale è curvo come nel "volo balistico"La distinzione del frullino dal tonneau si basa sulla rapidità del rollio, sulla brusca variazione dell'angolo d'attacco all'inizio della figura e sul fatto che il muso e la coda ruotano scostandosi dalla traiettoria formando due coni aventi il vertice coincidente col baricentro.Il completamento della figura aiutato con gli alettoni è penalizzato (1 punto ogni 5 gradi) ma, quando non risulta chiaro 1' "accompagnamento", al pilota viene dato il "beneficio del dubbio".Invece il toimeau che si trasformi, sia pure per una minima frazione in frullino è valutato zero (questo è un rischio che si corre con il Twin III che non è abilitato al frullino ma che in certi casi tende a farlo spontaneamente negativo).
la valanga
Numero di Catalogo = 7.5.1 + 9.9.3.4; K = 26
Per i regolamenti è "semplicemente" un looping con alla sommità un intero frullino positivo; ne consegue che sia considerata una figura composta.In pratica è invece, tanto per i piloti quanto per il pubblico, una evoluzione veramente unica nel suo genere, assolutamente non suscettibile di essere suddivisa in più parti.Gli spettatori forse non ne percepiscono la difficoltà perché vengono colti di sorpresa dal frullino!La sorpresa c'è anche perché la si vede eseguire ben di rado: non è tra le figure che si possono proporre per gli sconosciuti, nei Campionati Europei e Mondiali non è mai stata inclusa in un imposto conosciuto (né ci risulta che qualche pilota l'abbia inserita nel suo libero).Per il pilota acrobatico di aliante rappresenta una prova molto ardua. Bisogna arrivare, un poco prima della sommità del looping, molto centrifugati con la possibilità di tirare ulteriormente la cloche indietro; questo per partire in frullino positivo dal rovescio secondo la tangente (cosa che richiede anche una opportuna azione di piede).Il baricentro dell'aliante "impazzito" seguirà quindi una traiettoria balistica che dovrà concludersi con il compimento del frullino (dunque la totale ripresa di controllo del mezzo) in posizione simmetrica rispetto al suo inizio.
A quel punto si potrà effettuare la seconda parte del looping.Qualche volta ci chiediamo se il volo a vela acrobatico possa essere considerato uno "sport estremo"; se pensiamo alla valanga la nostra risposta di piloti (al di là di ogni altra considerazione) è: SI!
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