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Cenni storici
I tedeschi, che hanno dato il primo determinante impulso all’attività aliantistica, nel periodo tra le due grandi guerre, da sempre chiamano l’acrobazia in alianti “Segelkunstflug” (traduzione letterale = volo artistico in alianti). Ad una così precisa denominazione non è, però, mai corrisposto quanto ci si sarebbe potuto attendere.
Questo è accaduto perché:
ü agli inizi la Germania ha dato un forte impulso al volo a vela ma esclusivamente per preparare i futuri piloti militari (non potendo fare altro, dato che i trattati, dopo la prima guerra mondiale, impedivano, ad essa, la costituzione di una forza armata aerea);
ü nel secondo dopo guerra e sino al 1985, in tutto il mondo, il volo a vela si è sviluppato come disciplina sportiva riguardante unicamente performance di quota, velocità, distanza;
ü dal 1985, quando la FAI, seguendo gli indirizzi dei paesi che da anni la praticavano, ha istituito i campionati mondiali di acrobazia in alianti, la tendenza è stata di assimilarla più possibile a quella a motore.
I WAG del 2009 di Torino forse rappresentano la svolta per il volo a vela acrobatico mondiale. Prevedono, infatti, insieme ad una moltitudine di discipline aeronautiche di carattere puramente tecnico, il “Libero Artistico” con l’aliante.
Se appare strano che possano essere svolte gare di carattere sportivo ed artistico nello stesso contesto, è fatto storico che le Olimpiadi dell’antichità laureassero campioni di pugilato, di corsa, di canto, di cetra ecc.
Ci piace qui notare che la svolta che rappresentano le “Olimpiadi dell’Aria” di Torino del 2009, ha come precedente ben datato il Campionato Italiano di Acrobazia in Alianti di Classe Club che dal 1996 si svolge regolarmente e con crescente successo,
come documentiamo di seguito.
Prima pagina del numero 1 di Jonathan Livingston (il notiziario del CVA, l’associazione che ha regolamentato e guidato l’acrobazia in alianti italiana dalla sua nascita sino al 2001) in cui si annuncia il debutto di quello che allora veniva denominato “Libero Integrale”
Sopra la regolamentazione del “Libero Integrale contenuta all’interno del notiziario. Sotto, la classifica della gara pubblicata in un successivo numero.
A partire dal 1996, il “Libero Integrale”, che, per opera di Renato Gamberini, prenderà la denominazione di “Libero Artistico”, è diventato il programma caratteristico del Campionato Italiano di Classe CLUB.
Nel corso degli anni la regolamentazione del “Libero Artistico” si è evoluta e dal 2007 non subisce più modifiche di rilievo.
Ora, che il Campionato Italiano Club è diventato multi-classe, fermi restando i principi ispiratori, consente gare con piloti e alianti di caratteristiche non omogenee, e, contemporaneamente, classifiche basate su criteri di obiettività e trasparenza alla portata di giudici, anch’essi di livello non omogeneo.
Perciò, ad esempio, prima della gara è richiesta la presentazione dei programmi su appositi moduli per verificare preventivamente che siano appropriati alla macchina e al pilota e per agevolare il compito dei giudici chiamati così a svolgere un compito non più arduo di quello usuale.
Ulteriori scopi della regolamentazione attuale:
· stimolare la creatività e la fantasia dei piloti
· rendere sistematico e proficuo l’accumulo di esperienze in un settore fino ad ora poco studiato e valorizzato a livello internazionale (il “catalogo” che costituisce la parte principale di questa pubblicazione ne è espressione evidente)
· indirizzare la formazione dei piloti sempre chiamati ad offrire prestazioni ben studiate e non improvvisate (a maggior ragione se rappresentate da manovre che non figurano nel Catalogo CIVA o che non si intende eseguire in accordo ai criteri ufficiali).
Il “Libero Artistico” una “scoperta”della scuola italiana
L’acrobazia aerea è la massima espressione della libertà di movimento nello spazio tridimensionale e, da un punto di vista puramente meccanico, si riassume in rotazioni attorno ai tre assi di inerzia mentre il baricentro dell’aereo traccia le più varie ed ardite traiettorie.
L’aereo a motore interpreta l’acrobazia, così definita, in modo sempre più entusiasmante grazie al continuo miglioramento delle sue doti di maneggevolezza e all’incremento del rapporto potenza peso.
Il “Libero Artistico” con l’aliante nasce, in Italia nel 1996, dall’idea che l’effettuazione, con tale particolarissimo mezzo aereo, di gare di acrobazia, secondo regole quasi identiche a quelle dell’acrobazia a motore, rappresenti soprattutto un “virtuosismo” e non la massima espressione della capacità che esso ha di evoluire (anche in gara).
Il “Libero Artistico”, come lascia subito intendere la sua denominazione, aggiunge la “dimensione” artistica alle tre spaziali (scontate).
Obiettivo a cui ha sempre mirato, sin dalla sua nascita, in Italia, interpretare con originalità, estro e senso estetico le sotto elencate peculiarità dell’acrobazia in aliante intesa come disciplina sportiva agonistica autonoma:
limitata ma uguale per tutti i concorrenti che, perciò, sono chiamati a gestirla al meglio ai fini del risultato sportivo.
Il volo acrobatico dell’aliante può, così, ben esprimere la drammatizzazione dell’anelito dell’uomo a liberarsi della sua natura pesante.
Inteso come conseguenza naturale della mancanza del rombo del motore ma, anche di tutti gli effetti secondari ad esso collegati, complessivamente, vero rumore di fondo che interferisce durante le evoluzioni degli aeroplani.
La silenziosità dell’aliante, intesa in senso lato, oltre a rendere possibile ed indicato l’accompagnamento musicale, conferisce purezza alle evoluzioni.
intrinseca delle evoluzioni, legata alle caratteristiche costruttive dell’aliante.
La bellezza delle forme dettate dall’aerodinamica è evidente;
il colore bianco, quello tecnicamente più indicato, dati i materiali impiegati, lo rende facilmente assimilabile ad una fantastica scultura;
la massa alare e il rispettivo momento d’inerzia, in percentuale, molto superiori a quelli dell’aereo a motore, conferiscono una tipica eleganza alle sue evoluzioni.
Essendo se stesso l’aliante esprime bellezza; cercare di imitare l’aereo a motore con l’aliante è un atto “contro natura” e un vero peccato.
La Federazione Aeronautica Internazionale, nel 2007, in vista dei World Air Games ha dato mandato alla CIVA (la sua sottocommissione che si occupa di acrobazia) di studiare “nuove” regole in grado di rendere la competizione acrobatica con l’aliante più spettacolare ed avvincente.
Non sappiamo in che misura la CIVA abbia tenuto conto delle esperienze maturate in Italia e rese note con 2 pubblicazioni, a cura del CNAAA diffuse in occasione delle gare internazionali più importanti, sta di fatto che, nonostante nessun italiano abbia partecipato ai lavori, i risultati ai quali è giunta sono molto simili a quelli che per noi sono, ormai, una acquisizione ben consolidata e sperimentata.
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